Come colonizzare Marte in tre semplici (e costose) mosse

Ogni specie dominante è biologicamente portata all’esplorazione e alla conquista di nuove zone da colonizzare. L’umanità ha impiegato migliaia di anni per scoprire e “conquistare” la Terra, ma questa non è certamente la fine del nostro viaggio, anzi. Il prossimo passo dell’Umanità è passare da specie planetaria a specie Interplanetaria, colonizzando altri mondi che permetteranno all’Umanità di sviluppare nuove capacità, e superare l’ennesima barriera evolutiva che la natura ci pone davanti. Ma dove dovremmo volgere il nostro sguardo?

La risposta più scontata sarebbe Marte: orbita quasi identica alla Terra, Gravità più o meno simile, presenza di acqua, e adatto alla vita. Bisogna però rimediare alle “pecche marziane”: l’acqua si trova solo in forma di ghiaccio e sottoterra, l’anidride carbonica è l’elemento più abbondante dell’atmosfera, e la temperatura della superficie è piuttosto bassa. Tutte queste caratteristiche possono rendere alquanto complicata la nostra colonizzazione di Marte, e richiedono un piano.

Il piano di colonizzazione di Marte sviluppato da alcune agenzie spaziali si divide in tre fasi: Marte Blu, Marte Verde, e Popolamento.

La prima fase, “Marte Blu”, consiste nel far esplodere delle bombe Termonucleari sulle calotte polari di Marte, facendo fondere il ghiaccio secco in anidride carbonica, che aumenterà nell’atmosfera. Questo causerà un effetto serra ancora più accentuato, che tratterrà il calore del sole e alzerà la temperatura della superficie per renderla simile a quella terrestre. Questo farà affiorare il ghiaccio dal sottosuolo, trasformandolo in acqua e formando i primi mari, iniziando il primo ciclo idrico su Marte dopo migliaia di anni.

Il secondo punto è detto “Marte Verde”, e consiste nel modificare delle piante geneticamente per resistere alle condizioni di vita del giovane “Marte Terraformato”, sfruttando l’anidride carbonica dell’atmosfera marziana per la produzione di ossigeno, che a lungo andare, con l’aggiunta di piante terrestri, trasformerà l’atmosfera da riducente a ossidante.

L’ultima fase consiste nella creazione di una colonia umana, i cui primi membri saranno circa 10.000, al fine di incrementare la variabilità genetica.

Questo progetto durerà 2-3 secoli, e avrà un costo di 300 miliardi di dollari, ma sarà indispensabile per il superamento della barriera evolutiva che l’umanità deve affrontare per arrivare ad essere una specie Interplanetaria.

Luigi Marchese

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