“A volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek”

Ah Roma, “nun hai fatto la stupida” martedì sera, tutt’altro. Nemmeno ti rendi conto di cosa hai fatto, perché è tutto più grande di te e ancora non sei nemmeno lucida per capire che hai eliminato la squadra dominatrice della Liga che soli nove anni fa batteva 2-0 il Manchester United e si laureava Campione d’Europa proprio nel luogo dove i tuoi tifosi tre giorni fa festeggiavano. La “Coppa dalle Grandi Orecchie”, stavolta, con un’enorme “dose di miracoli” potrebbe tornare stabilmente dalle parti dell’Olimpico; perché, Roma, la meriteresti più delle altre tre tue contendenti: l’impresa che hai fatto non merita di passare inosservata, non può passare inosservata.

Quella Coppa devi vincerla per tutti i tuoi tifosi che hanno riempito ogni singolo posto a sedere del tuo immenso stadio, che non hanno smesso di sostenerti nemmeno un secondo anche dopo il durissimo e severissimo verdetto del Camp Nou, condito da ingiustizie arbitrali, ormai all’ordine del giorno in Europa, che come si è visto anche in Real Madrid-Juventus, cambiano le sorti di una qualificazione e determinano lo sconforto dei “rappresentanti” di una fede calcistica.

Ma, Roma, tu hai saputo reagire e hai sfidato il Barcellona con fierezza, con coraggio, con spavalderia che ti ha permesso di volare alto, là dove nemmeno il tifoso romanista più ottimista avrebbe potuto immaginare. E l’artefice di questo perlomeno provvisorio trionfo, il mister giallorosso Eusebio Di Francesco, ha rilasciato delle dichiarazioni alla stampa in merito all’esito del sorteggio delle semifinali di Champions League, che vedranno la Roma impegnata in un difficilissimo doppio incrocio con i leoni di Liverpool, prima dalle parti di Anfield e poi dalle parti del Quartiere della Vittoria (un segno del destino?) che non fanno altro che inorgoglire e caricare ancora di più un ambiente di per sé già carico a pallettoni in vista derby: “Sono sicuro che nei cuori di tutti i romanisti c’era questa partita. Sincronizziamo ancora i nostri battiti con i loro e affrontiamo la semifinale con la grinta e l’orgoglio che ci hanno portato fin qui. Ed sono proprio delle semplicissime parole cariche di significato che danno ancor più motivazione, ancora più carica ad un popolo che non può e non deve smettere nella maniera più assoluta di sognare.

Battere la corazzata del “Mago” Jürgen Klopp è tutto fuorché impossibile. Se operassimo un brainstorming sulla parola “Liverpool” le prime parole che ci sovverrebbero alla mente sarebbero i “three magicians” che campeggiano lì davanti:

Mohamed Salah, ex proprio della Roma, che sta vivendo una stagione da sogno, complici 39 gol e 13 assist in 43 presenze. Mica male per un esterno d’attacco.

Sadio Manè, il wonderkid del Southampthon che lascia la casa madre per sfondare. E lui ce l’ha fatta, alla grande. In questa stagione conta 16 gol e 9 assist fatti in 37 presenze.

Roberto Firmino, il classico goleador brasileiro che fa ammattire le difese. In questa stagione conta 24 gol e 14 assist in 46 presenze.

E se fino ad ora sono state narrate le gesta di tre fenomeni, non possiamo dire lo stesso non tanto per la linea mediana, ricca di talenti come il promesso sposo della Juventus Emre Can e il rigenerato Oxlade-Chamberlain, quanto per la difesa, tutt’altro che impenetrabile, formata da Alexander-Arnold e Robertson sulle fasce e da Lovren e “lo spropositato” Van Dijk nelle vie centrali, difende i pali Karius.

Utilizzando le abilità di palleggio e di rapidità di interpreti come Diego Perotti, Cengiz Ünder e Stephan El Shaarawy al servizio del maestoso “ariete” Edin Dzeko, la Roma può far male. Eccome se può farne.

La Roma, pertanto, sarà chiamata a compiere un’altra impresa a distanza da quella monumentale compiuta contro il Barcellona. L’andata del confronto tra Liverpool e Roma si disputerà martedì 24 aprile alle ore 20:45 nel teatro di Anfield, mentre l’accesso alle porte del Paradiso di Kiev verrà conteso all’Olimpico il 2 maggio sempre alle ore 20:45.

Vincere non è tutto, lo è il provare a vincere”.


Benito Girardi

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