Questa è la storia di uno di noi: Will Grigg

Questa è la storia di un calciatore semplice, di un calciatore che non è diventato famoso per colpi di testa, bravate fuori dal campo o cose simili. Questa è la storia di un calciatore che per arrivare a calpestare quell’immenso prato verde ha dovuto lottare, e non poco, contro tutti gli ostacoli che la vita gli ha posto davanti: signore e signori, questo è Will Grigg.

Will nasce nel piccolo e tranquillo paesino di Solihull, cittadina di circa centomila abitanti, localizzata nel cuore dell’Irlanda del Nord. Fin da piccolo si appassiona al calcio, come la maggior parte dei suoi coetanei: la “sottile” differenza è che lui dimostra fin da subito di avere capacità offensive fuori dal comune per il livello dei suoi pari età. Il Birmingham riconosce le sue abilità e decide quindi di metterlo in prova. Tutto filerebbe liscio se il povero Grigg non si rompesse una gamba in allenamento: questo gravissimo infortunio, per di più rimediato in tenera età, lo terrà lontano dal campo per molti mesi. I Bluenoses non credono più in lui e lo svincolano, così Will ripartirà dal Walsall, piccolo club di League One dopo un iniziale tentativo di “ri-approccio” da parte del Birmingham. Il tipico sentimento di umiltà che contraddistingue le serie minori porta bene al giovane, in quanto a fine stagione lo score complessivo segna ben 20 gol in 32 match: media spaventosa per un teenager esordiente. Tutta l’umiltà accumulata va letteralmente a farsi friggere quando Grigg butta all’aria la possibilità del rinnovo coi Lions e si trasferisce in un rinomato club come il Brentford, militante in Championship: inutile dire che le pressioni della Championship sono ben differenti da quelle della League One e, come volevasi dimostrare, fallisce miseramente: lo score complessivo risulta di soli 4 gol in 34 partite disputate.

Ma, come dice un noto rapper, “durante un periodo difficile ti arriva la svolta”: gli MK Dons, club (indovinate di che lega?) di League One, crede nel calciatore e lo acquista a titolo definitivo per poche migliaia di sterline dal Brentford. Grazie all’apporto del coach degli MK e secondo padre di Will, Karl Robinson, riuscirà ad esprimere tutto il suo potenziale assieme a talenti del calibro di Benik Afobe e Dele Alli: tutta l’euforia e la voglia di vincere del “collettivo Dons” porterà la squadra alla promozione in Championship.

L’anno dopo l’attaccante viene acquistato da un club di prima fascia come il Wigan, ai tempi ancora militante nella quarta divisione inglese, per un milione di sterline. Non subisce minimamente la “forza attrattiva” delle voci che lo vorrebbero al timone degli attacchi dei top club di Premier League e prosegue imperterrito per la sua strada perseguendo un unico obiettivo: fare gol. E ne farà, eccome se ne farà! Il tabellino a fine stagione segna ben 28 gol (28 this season…) in 32 match.

Da questa stagione avverrà una vera e propria rivoluzione nella vita di Will, tutto per merito di un tifoso del Wigan, tale Sean Kennedy. Il buon Sean, avvertito l’odore di promozione per i suoi Latics, ha pensato bene di diffondere online un coro personalizzato per il calciatore sulle note del brano “Freed from desire” di Gala che, in occasione degli Europei 2016 che hanno visto la seconda convocazione di Grigg con la Nazionale maggiore, è letteralmente spopolato sui social e ha contribuito alla generazione del mito di Will Grigg.

Tutto questo per arrivare fino ad oggi: il Wigan ha appena estromesso il Manchester City dalla FA Cup, la principale coppa inglese, quella in cui ogni partita deve essere giocata con il coltello tra i denti, sputando sangue e grondando sudore per la maglia. Con questo straordinario risultato, viene ancora di più avvalorata l’idea di giant killing a cui molte piccole aspirano, vale a dire l’ideale di una squadra di medio-basso rango di battere una corazzata. Grazie alla precisione balistica con cui ha insaccato la palla alle spalle di Claudio Bravo, Will Grigg non ha fatto altro che rinvigorire tutti i team delle serie minori e al contempo intimorire i top club. Un semplice gol di un semplice attaccante ha donato ardore e foga alle compagini emergenti e, in aggiunta, quella volontà di spingere se stessi oltre i propri limiti, quel sentimento che fa dire “si, possiamo farcela!”.

Non resta ora che augurarci che Will Grigg, testardo nord-irlandese, rimanga sempre “on fire” e continui a terrorizzare le difese come solo lui sa fare. God bless Will!

Benito Girardi

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