La crudeltà biologica del Morbo di Alzheimer

La Malattia di Alzheimer-Perusini, anche detta semplicemente Morbo di Alzheimer, è una malattia neurodegenerativa invalidante progressiva, comune nell’età pre-senile (65 anni circa), ma può manifestarsi anche in età inferiori.
I sintomi al suo esordio consistono nella difficoltà di ricordare eventi più o meno recenti, e proseguono con la difficoltà di usare il linguaggio parlato, detta afasia, depressione, disorientamento, disturbi comportamentali, che porteranno via via il soggetto all’isolamento sociale e affettivo, e, con un periodo di tempo che varia dai tre a nove anni, alla morte.

Le cause del Morbo di Alzheimer non sono ancora ben comprese, ma si è notata una correlazione tra lo sviluppo della Malattia e l’accumulo di placche amiloidi (ammassi di materiali extracellulari, detriti neuronali, e amilina) in alcune zone dell’encefalo (a livello dell’ippocampo, zona che controlla la distribuzione dei ricordi alla memoria a lungo termine, e a livello delle cortecce associative del cervello, il che spiega i sintomi che la malattia provoca), e gli ammassi neurofibrillari (filamenti che dislocano il nucleo dei neuroni).
Di conseguenza, l’esercizio mentale, fisico e una dieta equilibrata possono ridurre in modo considerevole la probabilità di contrarre la Malattia.

Il decorso della malattia è diviso in quattro fasi:
-Fase pre-demenza, in cui si riscontrano sintomi normalmente associabili all’età avanzata, tra cui perdita di attenzione, problemi cognitivi, di sistemazione mnemonica e disturbi del pensiero astratto;
-Fase iniziale, in cui si delinea una perdita della capacità di conseguire azioni, progressiva perdita della capacità linguistica, e incapacità di eseguire movimenti di una certa complessità, perdita della capacità di ricordare gli eventi più recenti;
-Fase intermedia, in cui si ha la perdita totale dell’indipendenza, perdita di cognizione e uso appropriato del linguaggio, perdita di coordinazione motoria, e compromissione della memoria a lungo termine, che porta alla incapacità di conoscere anche i volti dei parenti stretti;
-Fase finale, in cui le capacità sono totalmente o parzialmente distrutte: inabilità di movimento e incapacità linguistica, che consegue nel deterioramento totale dei muscoli. La morte avviene per fattori esterni alla Malattia, che facilita comunque la diffusione di patogeni o di elementi che porteranno al decesso.

Non esistono attualmente cure efficaci, anche se vi sono diverse strategie terapeutiche che vanno ad attaccare le basi biologiche della Malattia di Alzheimer, ossia le Placche Amiloidi e gli ammassi neurofibrillari di cui abbiamo discusso qualche riga sopra.
Le cause della Malattia sono sconosciute, anche se per percentuali molto piccole di ritrovano nella genetica, ossia nel DNA che in questi rari casi, predispongono le condizioni di formazione delle placche e degli ammassi, portando dunque alla Malattia vera e propria.

Non esiste malattia più terribile di una malattia che distrugge lentamente sia il livello psichico, che mentale e fisico. L’unico modo per noi di trovare la cura per il Morbo di Alzheimer è di riporre la nostra fiducia nella Medicina, quella vera e scientifica, e in nessun altro. Solo attraverso menti valenti, fondi economici destinati alla ricerca, e tanta fiducia si giungerà alla cura del Morbo di Alzheimer, che salverà tante persone dall’oblio e dal decadimento completo delle proprie funzioni di ragionare, di ricordare, e di amare.

Luigi Marchese

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