L’illecita follia del Paris Saint Germain

“Semel in anno licet insanire” diceva Sant’Agostino nel suo “De Civitate Dei”: sembra che l’autore berbero abbia sintetizzato in sole cinque parole l’andamento europeo del Paris Saint Germain. La squadra dell’emiro Nasser Al-Khelaifi, che quest’anno ha messo a disposizione una piccola (incredibile a dirsi!) parte del suo patrimonio a favore della causa parigina.

Gli investimenti nella scorsa stagione di mercato sono stati eccessivamente onerosi e totalmente illogici, con i trasferimenti di Kylian Mbappè dal Monaco per l’improponibile cifra di 180 milioni di euro (che saranno versati nelle casse dei monegaschi solo la prossima estate) e, in primis, quello di Neymar dal Barcellona per ben 222 milioni di euro: si, 222 milioni e, nella conferenza stampa di “benvenuto”, il brasiliano ha avuto anche la sfrontatezza di dire che “sono arrivato qui (Parigi) per una nuova sfida e perché ho seguito il mio cuore […] è stata una delle decisioni più difficili della mia vita.” Perché prendersi in giro in questa maniera? Chi indugerebbe di fronte a 37 milioni di stipendio annui? Lo stesso Al-Khelaifi ha però garantito per il brasiliano, sostenendo come non sia “stato facile convincerlo a lasciare una grande squadra come il Barcellona.”

Il “deficit” è chiaramente tangibile anche sul prato verde: se in territorio nazionale il PSG esercita un incontrastato dominio e si appresta a riconquistare il titolo di campione di Francia, “custodito” per un anno dal Monaco, lo stesso non si può dire in campo europeo, dimostrazione pratica è il match di ieri sera, valevole per gli ottavi di finale di Champions League, contro il Real Madrid: dopo l’iniziale vantaggio siglato da Adrien Rabiot, la spinta propulsiva che sosteneva i parigini è andata gradualmente affievolendosi, lasciandoli in balia di un Real Madrid troppo più forte tecnicamente, tatticamente, sospinto anche dall’orda di tifosi blancos che ha letteralmente invaso il Santiago Bernabeu: in sintesi più squadra. Da apprezzare però l’atteggiamento dei francesi, che almeno hanno giocato a viso aperto il match fino alla rete dello 0-1 che ha definitivamente liberato il leone blanco che ha ferito irreparabilmente la principessa parigina.

Illustre precedente passato alla storia è Barcellona-PSG 6-1: le 6 reti inflitte dal Barcellona al cuore parigino consentivano ai catalani un anno fa circa di avanzare nella principale competizione europea. Anche in quel caso la concentrazione e l’eccessivo catenaccio all’italiana hanno determinato l’assurda debacle al Camp Nou.

Per concludere, importante accorgimento ai paperoni francesi: il denaro non varrà mai nulla nel calcio finché quel pallone che rotola su quell’immenso prato verde per i tifosi (includendo chi sta scrivendo) significherà ricevere più emozioni rispetto al vedere la tripla cifra sul proprio conto in banca.

Benito Girardi

 

 

 

 

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