Il tempo passa ma tu non passi mai: lettera a Gianluigi Buffon

Oggi, Gianluigi Buffon, bandiera della Juventus oltre che portiere della Nazionale Italiana, compie 40 anni. Noi vogliamo tributarlo così.

Caro Gigi,

vorrei dirti tante cose ma, come dice Coez, non so da dove iniziare. Non sai quanto sia importante la tua presenza nella mia squadra del cuore per cui io litigo, combatto pur di difenderla e per farlo prendo come esempio la tua figura, la tua immagine. Sai, nel periodo post-Calciopoli avevo circa sei anni ma già seguivo a grandi linee le vicende bianconere: non capivo cosa stesse succedendo, perché nonostante avessimo vinto lo Scudetto fossimo andati in Serie B, perché i nostri tifosi piangessero ininterrottamente seppur il risultato era fisso sullo 0-0. Poi, avanzando nel tempo, ho capito l’importanza di appartenere alla tua stessa fede calcistica, a quella di Del Piero, a quella di Trezeguet, a quella di Chiellini, a quella di Camoranesi.

Sai, in quel periodo come ti ho detto, avevo appena iniziato a seguire il calcio in maniera un po’ strana, tramite i videogiochi, nello specifico Pro Evolution Soccer 2004. Prendevo sempre la Juventus e nei titolari mettevo sempre Buffon, Trezeguet, Del Piero, Emerson, Ibrahimovic, Vieira: inutile dire che mi sentivo onnipotente a giocare con una squadra talmente forte con cui battevo chiunque quando un giorno accesi la TV e vidi le notizie sul Televideo: Emerson via, Vieira via, Ibrahimovic via; era un intero castello di carte che si era disgregato sotto la spinta del vento. Non ci potevo credere, tutti i miei calciatori preferiti erano andati via per guadagnare di più, sputando sulla maglia che gli aveva garantito lustro e prestigio in tutto il mondo. Nell’estate mondiale del 2006 non credevo più a nessuno: non aveva senso continuare a guardare il calcio se i valori che doveva insegnare erano questi, tradire chiunque ti voglia bene e ti ha cresciuto per andare da chi ti offre di più come se si stesse assistendo ad una compravendita di oggetti, mi ero rassegnato persino all’idea di vederti andar via assieme a Del Piero e a Trezeguet.

Era una calda giornata di agosto quando lessi per la prima volta un quotidiano sportivo e rimasi impressionato dal titolo scritto a caratteri cubitali:”BUFFON E DEL PIERO NON SE NE VANNO”. Forse è quel momento che ha segnato il mio definitivo interesse verso il calcio, che ha maturato la mia voglia di tifare Juventus. Quel credere nelle bandiere, quelli che non tradiscono per i milioni, quelli che amano la maglia e fino alla fine lottano per lei: ci hai rialzato tutti quanti dal baratro da dove eravamo caduti, prendendo per mano una famiglia di 10 milioni di persone sparsi per tutto il mondo e con tutto il tuo coraggio e il desiderio di andare avanti ci hai riportato lì su, dove ci compete. Vedrai che “la maledetta” arriverà presto, ma non sarà una coppa a renderti onore per la tua meravigliosa carriera che spero proseguirà anche nella prossima stagione.

Caro Gigi, cosa dirti ulteriormente se non farti i miei migliori auguri per il tuo quarantesimo compleanno? Il tempo passa ma tu non passi mai, auguri Gigi, sei e resterai per sempre il miglior portiere del mondo.

“Ho sempre pensato al tuo bene, anteponendolo al mio. E tutte le volte che mi sono voltato a guardarti ho cercato di sostenere la tua espressione delusa a testa alta, ma sentendomi consapevolmente in colpa. Avevo 12 anni quando ho voltato le spalle alla porta. E continuerò a farlo. Finchè gambe, testa e cuore reggeranno.”

Gianluigi Buffon, lettera alla porta

Benito Girardi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...