Il ritorno del Biscione

Tutto iniziò il 3 Maggio 1950 a Silverstone: l’Alfa Romeo (successivamente soprannominato “il Biscione”) renderà orgoglioso il popolo italiano monopolizzando il campionato con 6 vittorie in 7 gare pur non partecipando alla 500 Miglia di Indianapolis. Il successo dell’Alfa è anche merito di piloti come Juan Manuel Fangio che portò a casa il secondo titolo iridato consecutivo. L’Alfa Romeo arricchì in seguito la propria bacheca con la vittoria del titolo costruttori che sarà assegnato a partire dal 1958.
A causa della concorrenza elevata l’Iri, il propretario della casa italiana. ritirò l’Alfa dal Mondiale.
A far tornare il Biscione alla ribalta del mondo dei motori ci penso Bernie Ecclestone, proprietario della Bradham che nel 1976 strinse un accordo triennale per la fornitura dei motori: questa operazione portarono nella prima stagione tre quarti posti e poco dopo ai due successi (Svezia e Monza) firmati Niki Lauda e la sua BT46.
Nel 1979 l’Alfa tornò in pista nel GP del Belgio, la vettura era stata affidata a Bruno Giacomelli.
Nonostante il grande impegno dimostrato, l’italiano raccolse zero punti. Andò meglio la stagione seguente, fatta di un quinto posto nel GP d’Argentina e di una pole nel GP degli USA e solo per sfortuna non arrivò la terza vittoria a Watkins Glen, dato che l’Alfa, rimasta al comando per 31 giri, si dovette ritirare a causa di un guasto all’iniezione.
Nel 1982, l’Alfa fu protagonista in tre Gran Premi: Giacomelli salì sul podio a Las Vegas, stesso risultato per Andrea De Cesaris, terzo a Montecarlo e autore di una pole a Long Beach.
Il 1983 fù la migliore annata in F1 per l’Alfa Romeo (escludendo le prime due stagioni): De Cesaris con la 183T arrivò secondo sia in Germania e in Sudafrica, segnando anche un tempo veloce a Spa. Anche il compagno Mauro Baldi riusci a portare il team al sesto posto nella classifica costruttori andando a punti a Montecarlo e in Olanda.
Il 1984 segno la fine dell’avventura.
Ora, a trent’anni di distanza dall’ultima apparizione ufficiale in Formula 1, il marchio Alfa Romeo torna nel Circus iridato sotto l’egida del Gruppo FCA che ne detiene la proprietà. Le power unit Ferrari 2018, rinominate Alfa, verranno infatti installate sulle monoposto del team Sauber, scuderia già cliente di lunga data della Rossa. Un altro passo verso la riaffermazione del brand della casa del ‘Biscione’ voluta dal numero uno di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, e anche un’opportunità per la Ferrari di allevare i talenti della sua Academy in ottica promozione in ‘prima squadra’.

Fonti: Sky e FormulaPassion.

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