Italia: dalle stelle alle stalle.

La mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali di Russia 2018 è solo il culmine di un fallimento di fondo in atto già da molti anni

“Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”, recita così una parte del nostro Inno. Ma nell’ultimo decennio l’Italia non è desta, bensì dormiente. Alla perenne crisi economico-politica che affligge il Bel Paese ormai da anni si aggiunge una crisi sportiva da non sottovalutare. Analizziamo in maniera specifica con un “tour” come si sta comportando la Nazionale nei diversi sport.

  • Iniziamo con lo sport “nazionale”: il calcio. La situazione è pessima ma la cosa più grave è che non c’è voglia di risolverla e nessuno fino a poco tempo fa voleva prendersi le proprie responsabilità. Giampiero Ventura, ex CT della Nazionale, non si è infatti dimesso di sua spontanea volontà come fecero i suoi predecessori Cesare Prandelli e Marcello Lippi, dimissionari dopo le disfatte di Brasile 2014 e Sudafrica 2010 ma ha preferito rimanere per percepire il regolare stipendio, corroborato da una pesante buonuscita di oltre 700.000 euro, fino a quanto l’ormai ex presidente FIGC Carlo Tavecchio ha deciso di esonerarlo con buona pace dello stesso. Se Giampiero Ventura non era già in buone acque, lo stesso si può dire per l’appena citato Tavecchio che voleva a tutti i costi mantenere quella poltrona acquisita tra le varie e scandalose dichiarazioni, spicca tra tutte quella riferente ad un ipotetico calciatore di colore Optì Pobà che lascia il suo Paese per venire in Italia e a sua detta verrebbe strapagato. La situazione era paradossale: tutti contro Tavecchio e i suoi spalleggiatori; alla fine per il bene di tutti ha deciso di andarsene e far posto magari a giovani come Damiano Tommasi o Demetrio Albertini, che gioverebbero sicuramente di più di quanto non abbiano fatto Carlo Tavecchio e Giampiero Ventura nel loro sciagurato periodo di “monarchia assoluta”.

  • Altro sport dove l’Italia è prossima alla decadenza è il basket. La generazione di Marco Belinelli, Danilo Gallinari, Gigi Datome, Alessandro Gentile è stata letteralmente bruciata, è dal 2006 infatti che non ci qualifichiamo ad un Mondiale e dal 2004 che non andiamo alle Olimpiadi.

  • Un barlume di speranza è affidato alla pallavolo. La pallavolo maschile, guidata da un esperto allenatore come Gianlorenzo Blengini e da ragazzi come Giannelli, Lanza, Zaytzev ed Osmani Juantorena, ha fatto molto bene a Rio 2016 conquistando un argento contro l’inarrestabile e imbattibile Brasile mentre la femminile, guidata da Davide Mazzanti, ha fatto molto bene nei tornei preolimpici con una serie di ottimi risultati tra il 2011 e il 2015, risultati che però non sono sfociati in positivo nell’Olimpiade di Rio, con 8 sconfitte e una sola vittoria all’attivo le ragazze sono state infatti eliminate prematuramente ma l’organico è forte e soprattutto giovane, dalle grandi potenzialità che fa ben sperare per il futuro.

  • Non di minore importanza della pallavolo è la pallanuoto. Per la maschile si stava delineando un destino non effettivamente roseo, con l’alternanza di molti coach che scombussolava gli equilibri tecnico-tattici della squadra. Con Sandro Campagna però tutto si è migliorato: con l’innesto di nuove giovani dalle incommensurabili capacità l’Italia ha infatti vinto nel 2009 il Campionato del Mondo di Shanghai in finale contro la Spagna: come ulteriore riconoscimento, l’allora Presidente del Consiglio Mario Monti ha premiato la squadra con il prestigioso Collare d’Oro e il coach Campagna con la Palma d’Oro. Per quanto riguarda la nazionale femminile, questa ha una storia relativamente recente: è emersa infatti intorno agli anni 2000 e si è stabilmente piazzata nell’elite dei team della pallanuoto. Culmine delle vittorie è stato l’oro ad Atene 2004, con un percorso quasi netto: cinque vittorie e solo una sconfitta: altri prestigiosi trionfi sono sicuramente gli ori ai Mondiali di Perth e Fukuoka (1998-2001) e agli Europei di Vienna, Siviglia, Prato, Lubiana ed Eindhoven (tra il 1995 e il 2012).

In conclusione, se prima l’Italia e lo sport costituivano un binomio vincente, ora sono due rette parallele non destinate ad incontrarsi, ma chissà se le varie sfaccettature della Nazionale riusciranno a sovvertire anche le più affermate leggi matematiche, “nothing is impossible”.

Benito Girardi

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